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Momo


Momo è un modello di intervento che la Fondazione Oliver Twist Onlus ha messo a punto partendo da una convinzione di fondo e da alcune circostanze favorevoli. La convinzione è che le vacanze siano un fondamentale strumento educativo soprattutto per quei bambini ed adolescenti che hanno subito traumi significativi connessi al maltrattamento, all’incuria o all’abuso. Tale strumento, tuttavia, a volte non è usato dalle organizzazioni non profit in modo da sfruttare tutte le sue potezialità, sia per carenze di risorse economiche, sia per difficoltà organizzative. A questa convinzione si sono aggiunte alcune significative circostanze favorevoli: innanzitutto, il fatto che Oliver Twist ha maturato una specifica competenza nel campo dell’organizzazione di progetti che prevedono l’uso della montagna come esperienza formativa. Oltre a ciò, da diversi anni Oliver Twist opera stabilmente con partner affidabili a cui può proporre interventi sperimentali ed attività educative integrate nel percorso che i minori già compiono nelle comunità in cui risiedono. Da tutti questi elementi nasce il progetto sperimentale Momo: un tentativo di offire vacanze non solo rilassanti e divertenti, ma anche ricche di scoperte, di spunti educativi interessanti, di esperienze di gruppo ed individuali indimenticabili.


In cosa consiste

Momo non consiste nell’offrire a tutti indiscriminatamente la stessa cosa, ma nel capire e programmare per ogni gruppo di minori le attività più adatte e opportune. Per questo la Fondazione ha selezionato luoghi, opportunità residenziali e attività che fossero adeguate a ciascun gruppo di minori coinvolto. Oltre a questo, la Fondazione ha ricercato organizzazioni già attive nei rispettivi territori con attività sportive e socializzanti, che avessero in gestione servizi alberghieri e che garantissero il giusto mix tra protezione e integrazione dei minori in contesti di normalità. Nel concreto, individuata la struttura per minori a cui si vuole rivolgere la proposta, si procede nella progettazione e nella realizzazione del Progetto seguendo fasi specifiche: la prima fase consiste nella localizzazione dei luoghi e dei partner alberghieri: la Fondazione individua località che siano raggiungibili, belle, sicure e dotate di attività ritenute adatte ai minori. I luoghi di permanenza possono essere gestiti da partner tecnici che curano l’aspetto alberghiero e sono responsabili della gestione delle attività offerte ai minori. É compito della Fondazione proporre a ciascuna comunità un partner che possa essere compatibile e adeguato alle esigenze dei minori, assicurando eventualmente anche una breve formazione del personale impiegato. La seconda fase parte con l´incontro con il responsabile educativo della comunità: la Fondazione incontra il responsabile della comunità in cui risiedono i ragazzi per una presentazione del gruppo, delle sue caratteristiche e delle sue necessità. E’ un incontro fondamentale affinché si possano cogliere tutti gli elementi su cui poter lavorare e su cui tarare gli obiettivi. Nella terza fase si si svolgono le attività previste, individuate in base alle esigenze di ciascuna comunità. Nella quarta e ultima fase

si svolge la verifica del Progetto con l’equipè educativa: tutto il percorso è correlato da costanti momenti di confronto e scambio tra gli operatori coinvolti e la Fondazione. Questo permette di verificare non solo al termine del progetto, ma in ogni momento, se la proposta è adeguata ai ragazzi. Se non fosse così, lo scambio ed il monitoraggio costante, darebbero modo di variare o correggere le proposte per meglio rispondere ai bisogni. Un incontro di verifica conclusivo darà anche modo di somministrare dei questionari di valutazione agli educatori e ai ragazzi coinvolti. Questo permetterà, in modo anonimo, di raccogliere opinioni, pareri, suggerimenti ed anche critiche che siano spunto di riflessione per chi il Progetto lo propone e lo modella.



Il progetto pilota

Nel progetto pilota, svolto nel 2009, sono state previste 4 diverse proposte, dopo averle condivise con i responsabili di tutte le organizzazioni coinvolte: 1)Montagna: in una bella struttura nel borgo antico di Bobbio (PC), una settimana di attività all’aria aperta, incentrata sulla possibilità di far vivere ai bambini un’esperienza di gioco, divertimento e cura con dei simpatici asinelli; 2) Montagna: in una baita sull’appennino emiliano, una settimana di escursioni e passeggiate in montagna con le guide di ALM – Attraverso la Montagna; 3) Collina: in un ostello dell’Oltrepò Pavese, circondati dai boschi, i partecipanti vivono per una settimana l’esperienza dell’equitazione con degli specialisti di questa attività 4) Mare: una vacanza di due settimane all’insegna del sole e del mare del Salento, oltre che passeggiate a cavallo e visite di istruzione per scoprire l’arte e le bellezze naturali di questa regione Nella sua prima annualità e a titolo sperimentale, quindi, il progetto è stato proposto in totale a circa 55 minori accolti in 7 comunità gestite da 4 organizzazioni diverse, due di Napoli e 2 di Milano. Visti gli eccellenti risultati raggiunti, Momo è diventato successivamente un’attività consueta della Fondazione, con cadenza annuale. 

L’approccio utilizzato



Momo è un intervento in cui il soggetto principale è il minore, costantemente al centro della nostra attenzione prima di tutto con le sue risorse. Lo strumento educativo privilegiato in questo progetto è la vacanza intesa come momento per far vivere esperienze significative, far apprezzare la bellezza dei luoghi e dello stare insieme, praticare attività sportive. Lo scopo è quello di sostenere la crescita dei minori sotto i molteplici aspetti che fanno parte della persona. La relazione ed il rapporto che si viene ad instaurare con le figure adulte che accompagnano i minori in questa esperienza e la condivisione di un momento speciale e così diverso dalla quotidianità, sono gli altri elementi a fondamento di questo Progetto e che, più in generale, la Fondazione ritiene indispensabili in ogni proposta di crescita.La specificità del progetto è completata, infine, dalla scelta di professionisti con una esperienza significativa e dalla condivisione degli obiettivi e della metodologia individuata.